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S. Egidio e la cerva

Sapete qual è l’origine della celebre abbazia di S. Gilles, che poi diede origine ad una città?

Si racconta che, dopo Lazzaro (l’amico che Gesù risuscitò) e Maddalena (la Santa che amò tanto il Signore), giunse nella bassa Francia, per mare, anche un nobile greco, di nome Egidio (n. 640 – m. 720).

Quest’uomo si stabilì alle foci del Rodano, il grande fiume che attraversa la Francia dall’alto in basso, per entrare nel mare Mediterraneo.

In quei luoghi ora sorgono grandi città moderne, ma allora non c’erano che immensi boschi abitati solo da animali.

Ebbene, S. Egidio girò attraverso quei boschi fin che trovò una grotta, e là fissò la dimora.

E come provvedersi il cibo?

Il Santo ricordò quanto Gesù dice nel Vangelo: «Cercate prima il regno di Dio, e tutte le altre cose vi saranno date in sovrappiù». Anche il cibo? Sicuro, anche il cibo!

S. Egidio

Una bella cerva, con due piccoli cornetti ed un codino grazioso, gli offri il suo latte

Sapete chi mandò la Provvidenza a portare il cibo a S. Egidio? Non un uomo, perché in quelle foreste non c’era anima viva. Mandò una cerva! Una bella cerva, con due piccoli cornetti ed un codino grazioso, che gli offri il suo latte. Tutte le mattine, all’alba, la cerva era puntuale al servizio che la Provvidenza le aveva affidato. E S. Egidio, ogni mattina, dopo aver gradito il dono, ricompensava la bestiola con una carezza. La cerva, felice della paga giornaliera, lanciava il suo bramito (il grido caratteristico di quella specie di animali) e se ne andava al pascolo fra i boschi.

Una mattina, proprio mentre essa si avviava frettolosa alla grotta di S. Egidio, fu scoperta da una muta di cani i quali si posero subito all’inseguimento, riempiendo tutto il bosco di latrati. Dietro i cani, i cacciatori, tra i quali c’era anche il re.

La buona amica del Santo, terrorizzata, si mise a correre per quanto poteva, e difatti raggiunse la grotta prima dei suoi inseguitori.

Proprio all’imboccatura della grotta c’era il vecchio monaco che l’attendeva, il quale, quando la vide tutta tremante, incominciò ad accarezzarla amorevolmente passandole la mano dal capo giù giù sulla schiena, e lisciandola ben bene per incoraggiarla.

Arrivano intanto i cani ed i cacciatori ma i cani non riescono ad entrare nella grotta perché trattenuti da una forza misteriosa. Un cacciatore scorge nella penombra della grotta la sagoma della cerva e scocca una freccia in quella direzione … ma colpisce giusto giusto la mano del Santo, che sta accarezzando l’animale.

I cacciatori entrano, certi d’aver colpito la preda; ma figuratevi come rimasero quando videro la freccia conficcata nella mano del sant’uomo…

Presto presto lo medicarono, ed in grazia sua risparmiarono la vita della cerva.

Non contento di questo, il re volle che si costruisse un grande monastero accanto alla grotta, e obbligò S. Egidio ad accettare di esserne lui l’abate. Così fu. E così ebbe origine la città di S. Egidio (Saint-Gilles-du-Gard

Saint Gilles National Gallery

Saint Giles and the Hind, olio su tela, National Gallery
autore: anonimo, chiamato “Master of Saint Giles”, 1500 ca.

Abbazia di S. Egidio

L’Abbazia di Saint-Gilles, a Saint-Gilles-du-Gard (F)


Immagine in evidenza: affresco murale del XIV secolo : tre episodi della Leggenda di Saint Gilles, chiesa di Saint-Nicolas di Civray,Vienne (F).


Testo tratto da: Domenico Casagrande, Santi e animali, Roma 1955, pp. 22-25.


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