Quantcast

Allevamento Labrador Retriever, riconosciuto da ENCI e FCI 

Facebook Twitter Gplus YouTube E-mail RSS
formats

Il corvo ed il pane avvelenato

Gesù fu sempre amato da tutti gli uomini? No! Molti l’odiarono e molti, purtroppo, l’odiano anche oggi. Anzi, quand’era in questo mondo, visibile fra gli uomini, e faceva tanti miracoli, vi furono dei cattivi che l’odiarono fino a inchiodarlo sulla croce…

Quello che toccò a Gesù, toccò anche ai Santi, che sono gli amici di Gesù. Ecco una prova.

S. Benedetto, dopo aver passato tre anni nella spelonca di Subiaco, fu scoperto da alcuni monaci che lo vollero superiore del loro monastero. Proprio in quel monastero accadde il fatto che ci racconta nientemeno che il grande Papa S. Gregorio nel suo libro I Dialoghi (II. 8).

La fama di santità di Benedetto s’era sparsa ormai in tutti quei luoghi e molti giovani correvano a lui per farsi monaci e porsi sotto la sua direzione. Proprio per questo il demonio, che odia i Santi, voleva uccidere S. Benedetto. E sapete come? Mise in testa ad un uomo cattivo di quei paraggi di preparare un pane avvelenato e di mandarlo in dono al Santo. Detto, fatto.

S. Benedetto accettò il pane e lo mise da parte, perchè capì che c’era sotto qualche cosa…

San Benedetto e il corvo

«Nel nome del Signore nostro Gesù Cristo, prendi questo pane e portalo in un luogo dove nessuno possa trovarlo»

Dovete sapere che, tutti i giorni, all’ora del pranzo, volava sul davanzale della finestra della cella del Santo, un corvo, che veniva dalla vicina foresta a prendersi un po’ di pane dalle mani di S. Benedetto. Quel giorno il Santo gli presentò il pane avvelenato e gli disse: «Nel nome del Signore nostro Gesù Cristo, prendi questo pane e portalo in un luogo dove nessuno possa trovarlo». Il corvo allora, aperto il becco e le ali, incominciò a svolazzare di qua e di là, attorno al pane avvelenato ed a gracchiare come se volesse dire al Santo: « lo voglio obbedire, ma ho paura». S. Benedetto allora gli ripetè l’ordine: «Prendilo, prendilo, ti dico, e gettalo dove nessuno lo possa mai trovare! ».

Il corvo continuava a svolazzargli intorno e finalmente si decise a prendere il pane, poi infilata la finestra, scomparve.

Povero corvo! direte voi. È morto avvelenato!

No, no! Tre ore dopo, eccolo di nuovo sul davanzale della finestra a battere allegramente le ali ed attendere dal Santo il suo solito pranzetto.

S. Benedetto infatti prese un pezzetto di pane e lo diede al corvo, il quale, a dir il vero, quel giorno se l’era meritato…


Testo tratto da: Domenico Casagrande, Santi e animali, Roma 1955, pp. 42-44.


 
Home I santi e gli animali Il corvo ed il pane avvelenato