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Allevamento Labrador Retriever, riconosciuto da ENCI e FCI 

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Quella macchia bianca ammessa dallo standard…

Quelle piccole macchie bianche…

Anche se il Labrador è un cane assolutamente mono-colore (o tutto nero, o tutto giallo, o tutto chocolate) , lo standard del Labrador Retriever ammette una piccola macchia bianca (N.B. una piccola macchia, non più grande di una moneta) sul petto.

coppia di labrador neri - Mansergh

Una coppia di Labrador molto tipici: Ch. Midnigth of Mansergh e sua figlia Ch. Bumblikite of Mansergh, la sesta e la settima generazione a partire dalla foundation bitch dell’affisso Mansergh. “Un labrador dovrebbe assomigliare a un labrador e a nient’altro” (M. Roslin Williams). Si può osservare, sul petto di questi esemplari storici, una macchiolina bianca.

Così recita lo standard ufficiale:

COLORE: completamente nero, giallo o marrone (fegato-cioccolato). Il giallo va dal crema chiaro al rossiccio (colore della volpe). Ammissibile una macchiolina bianca sul petto.

Oltre questa macchiolina sul petto, si può verificare il caso di ciuffi di peli bianchi, posti subito dietro il metacarpo e il metatarso.

bolo marks

Talvolta sono presenti, dietro il metatarso e il metacarpo di labrador neri e chocolate, ciuffi di peli più chiari

Queste macchie sono dette Bolo marks o Bolo pads, perché si sono ritrovate nei discendenti del Dual Ch. Banchory Bolo (1915-1927), il grande cane di cui la contessa Lorna Howe era tanto orgogliosa.

Banchory Bolo, cane prediletto dalla contessa Lorna Howe

Dual Ch. Banchory Bolo
n. Dicembre 1915 – m. Luglio 1927
Foto del dipinto di Ward Binks

N.B.: il colore chiaro di queste macchie non è dovuto a un pigmento particolare, ma all’assenza di pigmentazione, in modo analogo alle aree di peli bianchi dovuti alla vecchiaia.

Origine delle macchie bianche del labrador

A) Da un punto di vista genetico:

N.B.: per meglio comprendere quanto segue, chi è a digiuno di genetica e biologia, o chi ha bisogno di una spolveratina ai trascorsi scolastici, può leggere con profitto i seguenti articoli: Genetica for dummies, Il mio labrador ha il genotipoIl mio labrador ha i cromosomiIl mio labrador ha i geni alleli,

Sembra che  tanto la piccola macchia bianca sul torace, quanto i Bolo marks, siano dovute all’azione combinata di due geni, occupanti rispettivamente il locus A e il locus S.

Se il locus A non è occupato dall’allele “AS” – ovvero dal gene responsabile di una pigmentazione intensa, omogenea e ben distribuita – allora si possono manifestare gli effetti dei geni del locus S (= spotting), nel labrador sempre occupato in omozigosi da due alleli “S”; questi geni sono responsabili delle macchie bianche ed emergono nel fenotipo quando i geni del locus “A” danno loro il via libera  (Cf. P. Davol, «B/b, E/e, and Beyond: A Detailed Examination of Coat Color Genetics in the Labrador Retriever»)

B) Dal punto di vista della storia della razza:

È molto probabile che il bolo mark, come pure la macchia bianca sul torace, derivino dal Cane di St. John, (St. John’s water dog) antenato del labrador, estintosi purtroppo nei primi anni ’80. Gli ultimi due esemplari vivi furono fotografati negli anni ’70 da Richard Wolters

Gli ultimi due cani di St. John, fotografati negli anni ’70 da Richard Wolters

Foto a colori di uno dei due ultimi cani di St. John, eseguita da R. Wolters negli anni ’70

C) Da un punto di vista embriologico…

…come si formano queste macchie bianche? I melanociti, che nell’embrione si dispongono in tutto il corpo, discendendo dalle creste neurali – ovvero quei ripiegamenti di tessuto embrionale che daranno origine al sistema nervoso centrale (encefalo e midollo spinale)  e a varie componenti ossee – , non riescono a localizzarsi nei punti del corpo più lontani dalle  creste neurali stesse, che sono proprio il metatarso, il metacarpo e lo sterno.

migrazione dei melanociti in un embrione di topo

Embrione di topo a 13,5 giorni: si puoò osservare la migrazione dei melanociti, colorati in nero, dalle zone encefaliche e vertebrali alle zone periferiche del corpo. Si può vedere che le zone del metacarpo e dello sterno sono quelle che rimangono più distanti dalla cresta neurale, e quindi sono le più difficilemnte raggiungibili dai melanociti. Cf. Sheila Schmutz, The Pigmentation Pathway

Queste macchie bianche non sono assolutamente un difetto, anzi…

I più grandi allevatori della storia del labrador hanno constatato che a queste macchie grigie corrisponde un miglior sottopelo e un miglior mantello; scrive M. Roslin Williams, fondatrice dell’affisso Mansergh:

 I ciuffi bianchi o grigi sul metacarpo dei labrador neri denotano sempre un eccellente mantello e una buona tipicità: mi piacciono molto queste macchie sui mie neri;  ricerco e sono ben contenta di trovare le radici bianche dei peli dei miei mantelli neri, specialmente nel primo terzo della coda.

Lorna Howe ha scritto sulla rivista Our Dogs: “Per quanto riguarda il color topo o grigio nei cuccioli, questo denota un mantello tipico del Labrador. Il mio Banchory Danilo, da giovane, aveva fianchi e cosce grigie. Nelle migliori linee, le radici dei peli della coda sono spesso bianche”.

Anche J.C. Severn scrive: “Tutti i migliori labrador (neri) che ho conosciuto avevano un sottopelo color topo e molti di loro mostravano grigio abbondante sulle radici dei peli”.

Devo dire che questo è il mantello che mi è sempre piaciuto moltissimo nei miei Mansergh neri, sebbene mi sia stato detto talvolta che mi sbagliavo: ma, con questi pareri autorevolissimi che ho citato, ho di che poter energicamente affermare che un labrador può avere le radici del pelo bianche, tonalità grigie o bluastre da cucciolo e un sottopelo color topo che fa contrasto con il mantello. E, per quanto mi riguarda, amo i garretti e i pasturali con i ciuffi grigi, essendo questi peli chiari senza soluzione di continuità con il sottopelo

Testo originale:

Grey or white thumbs marks on the heels of the blacks always denote an excellent coat and a very good type: I very much like these on my blacks and also look for and welcome the white roots to the hairs of my black.top coats, especially one-third of the way down the tail.

Lorna Howe wrote in Our Dogs  As for the mousy or grey coloring in puppies, this always denotes a typical Labrador coat. My Banchory Danilo had grey flanks and quarters when young: In the best strains the roots of the hair on the tail are often white”.

Mr. J.C. Severn also writes “All the best Labradors I have known (black) have had a mousy undercoat and many of them show a large amount of grey atthe root of their undercoat”.

I must say that this is the coat I have always liked best in my own Mansergh blacks, althought I have sometimes been told I0m wrong, but with such authorities I have quoted I stick to my guns that a labrador may certainly have the white roots, the purpley or grey black as a puppy and the mousy or contrasting undercoat. And I myself love the grey heel, this beeing a continuation of the undercoat.

Fonte: Mary Roslin Williams, Reaching for the Stars, Doral Publishing, 2000, p. 103.104.

Immagine in evidenza: uno degli ultimi due St. John’s water dog vivi prima dell’estinzione della razza, fotografato da Richard Wolters negli anni ’70

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