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Allevamento Labrador Retriever, riconosciuto da ENCI e FCI 

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La cerva e i lupi

Che cosa direste, miei piccoli amici, se v’incontra­ste, in un bosco, con un monaco che canta a voce spie­gata inni al Signore?

Proprio così faceva il santo monaco Launomaro nella foresta di Perche, in Gallia. E com’era bello, si racconta, vedere quel sant’uomo, ormai vecchio, con una fluente barba bianca che gli scendeva sul petto, a piedi scalzi, una lunga tunica nera stretta ai fianchi da una cintura di cuoio, camminare lentamente fra le alte piante di faggi e d’abeti, cantando salmi ed inni. Stormi d’uccel­letti gli volavano intorno ed univano il loro cinguettio allegro alla sua voce stanca.

Nessuno, da principio, conosceva la presenza del sant’uomo nella foresta. Egli fu scoperto nientemeno che da alcuni briganti, che s’aggiravano in quei dintorni per rapinare i viandanti… Quelle birbe matricolate cre­devano di fare un colpo buono anche con Launomaro, ed invece il colpo lo fece lui… convertendoli tutti alla fede e ad una vita onesta. Una volta convertiti, essi dif­fusero la notizia della presenza del Santo in quel bosco; e la gente accorreva a lui per ricevere la benedizione e raccomandarsi alle sue preghiere. Ma la carità del servo di Dio si esercitò anche con gli animali.

San Launomaro e la cerva

La cerva s’accostò al suo salvatore fino a strisciare sulle vesti di lui per esprimergli tutta la sua commossa gratitudine

Si racconta che, un giorno, Launomaro stava passeg­giando solo soletto in profonda meditazione, quando vide corrergli incontro, tutta tremante, una timida cerva inseguita dai lupi. Launomaro provò tanta compassione che, rivolto ai lupi, esclamò: «Oh, bestie sempre rapàci, lasciate stare quella povera cerva, e tornate ai vostri luoghi!» I lupi si fermarono e, mogi mogi, se n’andarono a denti asciutti.

La cerva s’accostò al suo salvatore fino a strisciare sulle vesti di lui per esprimergli tutta la sua commossa gratitudine, e lo seguì alla capanna, mentr’egli andava mormorando fra sè: «Ecco: come i lupi non cessano mai di divorare le carni altrui, così il diavolo, lupo ancor più rapace, va in giro a divorare anime!


Testo tratto da: Domenico Casagrande, Santi e animali, Roma 1955, pp. 64-66.


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