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Allevamento Labrador Retriever, riconosciuto da ENCI e FCI 

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Cuccioli labrador gratis – attenti alle truffe!

Cucciolo labrador gratis, bello, sano, con pedigree, vaccinato, con garanzie… che bello!

In tempi di crisi è giusto cercare un prodotto al prezzo più basso; se poi è gratis… ancora meglio. Ma una simile occasione senza che ci sia sotto qualcosa è molto difficile che si verifichi, perché allevare con coscienza e per passione, oggi, in Italia, comporta costi enormi. Un fattrice che fa 3-4 cucciolate nella vita è da mantenere per 12-15 anni, nella buona e nella cattiva sorte. Certo che, se una fattrice viene coperta ogni 6 mesi per 8-10 volte, e poi abbattuta quando è esausta, i costi di produzione diminuiscono. Ecco la foto dei luoghi dove potrebbero essere allevati i cuccioli venduti a basso costo:

allevamento animali cattive condizioni

Una delle tante sedi di ignobile allevamento di animali, che di tanto in tanto, vengono scoperte dalle forze dell’ordine

Molti cuccioli a basso costo sono importai dai paesi dell’est: migliaia di cuccioli arrivano ogni anno in Italia, stivati in camion o vagoni ferroviari, non vaccinati, senza alcuna prevenzione delle malattie ereditarie.

Ecco un esempio recentissimo, tratto da un articolo pubblicato sul sito VIP.IT

CANI DALL’EST SEVIZIATI: MILANO, INDAGATI NEGOZIANTI E VETERINARI

Cuccioli di cane, gatti e altri animali stipati in gabbie per essere trasportati dai paesi dell’Europa dell’est a Milano e a Torino, tenuti senz’acqua durante lunghi tragitti e imbottiti di medicine che venivano loro somministrate “al solo scopo di ritardare la scoperta di patologie in atto”.

E’ il quadro che emerge da un’inchiesta a carico di nove persone destinatarie di un avviso di chiusura delle indagini firmato dal pm di Milano Nicola Balice per associazione a delinquere finalizzata a diversi reati, tra cui maltrattamenti e sevizie nei confronti di animali che venivano messi sul mercato come se fossero cani o gatti italiani e rivenduti a caro prezzo agli acquirenti col rischio che i loro animali potessero avere patologie come la rabbia.

Tra gli indagati, allevatori, rivenditori e veterinari, figurano i proprietari, marito e moglie, di un negozio per animali di via Padova, ‘Anima Animale’.

In base a quanto ricostruito dagli inquirenti, violando le disposizioni comunitarie, gli indagati importavano dalla Repubblica slovacca cuccioli di cane e gatti, munendosi di passaporti per animali compilati con dati falsi relativamente alla data di nascita, all’esecuzione delle vaccinazioni obbligatorie per la prevenzione della rabbia e alle condizioni di salute.

Lo scopo sarebbe stato lucrare sui prezzi differenti del mercato italiano rispetto a quello dell’est europeo, creando un “potenziale pericolo per la salute pubblica” – si legge nell’avviso di conclusione dell’inchiesta – “perche’ talvolta i cuccioli non erano stati sottoposti all’obbligatoria vaccinazione contro la rabbia”.

Coinvolti nell’indagine anche due veterinari. Il primo avrebbe iscritto in modo illegale i cuccioli all’anagrafe canina lombarda, omettendo di rilevare la loro effettiva eta’ e le eventuali patologie di cui soffrivano; avrebbe somministrato il vaccino contro la rabbia pochi giorni dopo l’importazione, senza sapere se fossero gia’ stati vaccinati come prevede la legge; e avrebbe consegnato senza prescrizione ai negozianti medicinali a uso umano e animale perche’ camuffassero le malattie dei cuccioli. Il secondo, oltre ai farmaci, avrebbe affidato a un allevatore torinese i microchip per l’identificazione dei cuccioli e avrebbe creato libretti di vaccinazione con il suo timbro e la sua firma in bianco.

Il pm accusa tutti gli indagati di aver sottoposto “un numero imprecisato ma tuttavia rilevante di animali a sevizie e fatiche insopportabili”, tra l’altro “sottoponendoli a trattamenti vaccinali ripetuti e somministrando medicinali al solo scopo di ritardare la scoperta di patologie in atto”. Tra gli indagati, oltre a Massimo Cubuzio e alla moglie Elisabetta De Lucia, propietari di ‘Anima Animale’, ci sono anche Simona Mignone ed Elisabetta Pesenti, soci dell’azienda ‘La carica dei cuccioli’ che gestisce l’omonimo negozio a Torino.

Un’interessante ricerca su Google

Provate a fare una ricerca delle principali parole cercate su Google connesse a labrador: vi troverete displasia. E perché? Sono gli acquirenti che, in buona fede, comprano cuccioli millantati come sani, ma in realtà senza i minimi requisiti di ogni ragionevole prevenzione: e così a 4 mesi si vede il cucciolo zoppicare, si va dal veterinario, si sentono la parole displasia del gomito, displasia dell’anca etc., e giù parcelle di centinaia di euri (quando va bene), per le operazioni e la riabilitazione necessarie. E così aumentano le ricerche di displasia labrador su internet.

statistiche google ricerca displasia gomito

Perché tante ricerche di “displasia” su Google?
(ricerca su Google AdWords effettuata il 24-09-2012)

“Ma no, tutto questo è terrorismo psicologico degli allevatori per guadagnare di più!”

Così potrebbero aver pensato le vittime di questa truffa, riportata dalla Gazzetta di Mantova:

Chi è stato tentato dal mantello mielato di un Golden Retriever, chi dal muso simpatico di un Maltese e chi ancora dallo sguardo bonaccione di un Labrador. Tutti cuccioli di razza, vaccinati e in perfetta salute. E soprattutto gratis. Troppo bello per essere vero, ma nell’esca del sito statunitense che offriva cani a euro zero sono caduti in tanti. In tanti hanno contattato l’indirizzo internet di questo (fin troppo) generoso allevamento, in tanti hanno accettato di inviare denaro per pagare il viaggio in aereo che avrebbe consentito al cane di arrivare a casa loro. Ma a ogni bel sogno corrisponde un risveglio. E gli aspiranti proprietari, che hanno buttato via tanti soldi quanti ne avrebbero spesi per comprare un cane in qualsiasi negozio o allevamento, sono rimasti a bocca asciutta. Unica soluzione: andarsi a leccare le ferite in un ufficio di polizia. Almeno una decina le denunce arrivate negli ultimi giorni alla Polizia delle comunicazioni di via Nenni. Tutte di persone che hanno risposto all’annuncio truffa su un sito che gli agenti hanno localizzato in California.

I truffatori giocano sul fatto che il mercato degli animali, cani e gatti soprattutto, è in continua espansione. E offrono il miraggio di un’occasione: un cucciolo di razza in regalo. Unica clausola il fatto che bisogna pagare la spedizione, il viaggio in aereo fino in Italia. Perché una volta il cagnolino si trova in Austria, un’altra in Inghilterra, un’altra ancora in Sudafrica. Questo almeno secondo le email arrivate alle vittime della truffa. Che fare per farlo arrivare in Italia? Semplice, basta pagare. Le somme vanno dai trecento ai quattrocento euro, a secondo della provenienza. Nel caso di un commerciante cinquantenne di Porto, la spesa era di quattrocento euro. Il suo cucciolo di Bulldog da Londra avrebbe dovuto sbarcare a Milano. Appena fatto il bonifico per la cifra richiesta, il cagnolino sarebbe stato imbarcato su un volo. Il nuovo padrone avrebbe dovuto soltanto aspettarlo a destinazione e poi ritirarlo, come una sorta di pacco postale o una valigia.

Il commerciante ha pagato – così come hanno fatto altre vittime – e aspettato di essere contattato. Non c’è voluto molto: il giorno dopo il pagamento gli è arrivato un messaggio sul computer: «Tutto ok, il cane è partito». Ma un paio di ore dopo altra email: «Il cane è stato bloccato a Parigi per questioni doganali: dovrà restare fermo quarantotto ore e bisogna garantirgli una gabbia per la sosta in aeroporto». Vale a dire: servono altri duecento euro. C’è chi ha capito la solfa e si è rivolto alla polizia e chi invece, pensando che si trattasse davvero di un inghippo di frontiera, ha inviato altro denaro. Ovvio il finale. Nessun cane è mai arrivato. Per il semplice fatto che il cane non c’era e che quello era uno dei tanti siti truffa costruiti all’estero che nascono, durano qualche settimana e, una volta incassati un po’ di soldi, spariscono.

Ma occhio, scegliete bene anche l’allevamento: purtroppo, non è detto che non ci siano anche lì scheletri negli armadi.

E si potrebbe trovare un amico, che coscienziosamente fa tutti gli esami necessari al suo labrador, cerca una fattrice o uno stallone altrettanto a posto, fa una cucciolata per passione e vi regala il cucciolo. Vi facciamo tutti gli auguri di poter trovare un simile amico.

E adesso facciamoci due risate con Totò, e stiamo in campana per non comprare cuccioli labrador gratis, come fossero la fontana di Trevi 🙂

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