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L’alimentazione del labrador: l’amido

L’alimentazione del cane: l’amido

di Lucia Casini, medico veterinario, ricercatrice università di Pisa

Nel precedente articolo abbiamo affrontato l’alimentazione del labrador che lavora. Forse però è bene fare un passo indietro per capire qualcosa di più sul nostro cane e su come gestire in maniera corretta la sua alimentazione.

Il cane non può essere definito un carnivoro “stretto” quindi non è un animale che si deve necessariamente nutrire con soli alimenti di origine animale. Il suo apparato digerente è infatti in grado di digerire ed utilizzare anche alcuni alimenti di origine vegetale; in particolare può utilizzare a scopo energetico l’amido contenuto nei cereali e nelle patate. La sua capacità di digerire gli amidi ha però dei limiti che dobbiamo conoscere. L’amido è un carboidrato complesso costituito da una lunga catena di molecole più piccole: il glucosio. Proprio per queste sue grandi dimensioni l’amido non può attraversare la parete intestinale, ma deve subire un processo di digestione che spezza i legami chimici e libera il glucosio. Nell’uomo la digestione dell’amido inizia nella bocca. La saliva e la masticazione danno inizio alla digestione dell’amido che si completerà poi nello stomaco e nell’intestino per mezzo dell’amilasi, un’enzima prodotto dal pancreas.

amidi nell'alimentazione del labrador

Il riso e la pasta contengono molti amidi: se vogliamo darli da mangiare al nostro labrador, dobbiamo cuocerli a lungo e somministrarli non freddi (ovviamente neanche bollenti), subito dopo la cottura.

Come sappiamo bene, anche solo osservandoli, i cani non masticano. I loro denti non sono fatti per triturare ma hanno la sola funzione di afferrare il cibo e ridurlo in pezzi di dimensioni adeguate alla deglutizione. La saliva del cane inoltre non contiene enzimi che attaccano l’amido. A questo si aggiunge il fatto che il loro pancreas non produce grandi quantità di amilasi; quindi, anche a livello intestinale, la digestione dell’amido non è così efficace come nell’uomo. Dobbiamo pertanto aiutare la digestione dell’amido attraverso opportuni accorgimenti. Il primo e il più importante è la cottura accurata. Nel caso di una alimentazione casalinga, tutti gli alimenti che contengono amido, come il pane, la pasta, il riso e le patate, devono essere ben cotti. La cottura provoca una modificazione strutturale dell’amido che lo rende più digeribile e che prende il nome di gelatinizzazione. Una volta cotti, gli alimenti non devono essere somministrati freddi o conservati per lungo tempo perché il raffreddamento e l’essiccazione dell’alimento provocano il parziale ritorno dell’amido al suo stato originario e si perde l’effetto positivo della cottura.

I mangimi commerciali come le crocchette sono sottoposti ad un trattamento termico particolare e molto efficace che prende il nome di estrusione. L’estrusione viene effettuata ad alta temperatura (170-200° C), sotto pressione e per pochi secondi provocando la totale gelatinizzazione dell’amido. Alcuni mangimi per cani contengono invece cereali fioccati. La fioccatura è un altro trattamento termico e meccanico che aumenta la digeribilità dell’amido ma la sua efficacia è inferiore a quella quantità di amido presente nella loro composizione. Questo aspetto è importante soprattutto se cambiamo il tipo di crocchette. Il passaggio improvviso ad un mangime che contiene maggiori quantità di amido potrebbe provocare nel cane la comparsa di fastidiose diarree. E’ noto inoltre che il Pastore Tedesco e le razze nordiche hanno mediamente una minor produzione di amilasi e sono quindi più sensibili alle variazioni quantitative di amido nella dieta. Ma esiste anche una notevole variabilità individuale che deve essere sempre tenuta presente.

alimentazione labrador

I piatti li vuol lavare lui!

Detto questo vediamo come ridurre la comparsa di disturbi intestinali legati all’eccessiva presenza di alimenti ricchi di amido. La percentuale di amido nei mangimi è molto variabile, in genere oscilla tra il 30% e il 60%, ma di solito sull’etichetta del prodotto non è esplicitamente indicata non essendo obbligatoria. Come possiamo fare quindi per conoscere il contenuto di amido dell’alimento che stiamo somministrando? Anche se non troviamo l’indicazione della quantità di amido possiamo comunque calcolarla facilmente attraverso le altre informazioni fornite dall’analisi chimica che, invece, deve essere sempre dichiarata sulla confezione.

Come conoscere la quantità di amido presente in un mangime?

Su ogni confezione è riportata l’analisi chimica standard dell’alimento.

  1. Cercate la percentuale di umidità, proteine, grassi, cellulosa (o fibra) e ceneri.
  2. Non tenete conto delle altre percentuali presenti, come i minerali e le vitamine, che costituiscono le integrazioni.
  3. Sommate le percentuali. Vedrete che il risultato non da 100.

A questo punto sottraete il valore ottenuto da 100, il risultato finale rappresenta gli zuccheri, costituiti quasi completamente da amido.

Ovviamente maggiori sono le percentuali di proteine e grassi minore è la percentuale di amido.

Esempio 1Esempio 2

Percentuali

Umidità 9%

Proteine grezze 23%

Grassi grezzi 14%

Cellulosa grezza 3%

Ceneri 8%

Umidità 9%

Proteine grezze 30%

Grassi grezzi 17%

Cellulosa grezza 3%

Ceneri 7%

Totale

57%

66%

Amido

100 - 57 = 43%

100 - 66 = 34%

Dobbiamo inoltre evitare frequenti cambiamenti di mangime soprattutto quando non c’è una reale necessità. Se proprio dobbiamo sostituire le crocchette, cerchiamo di farlo con criterio procedendo sempre alla sostituzione in maniera molto graduale. Il pancreas può adattarsi ed aumentare la produzione di amilasi ma necessita di tempo. La sostituzione del vecchio mangime con il nuovo deve sempre avvenire in almeno 4 giorni, ma sarebbe meglio completare la sostituzione in una settimana o anche 10 giorni.

La salute del nostro cane passa anche attraverso la corretta gestione della sua alimentazione; non è quindi solo importante quale mangime si usa ma anche come si somministra, il rapporto reciproco dei suoi componenti e il processo di produzione che ha subito.


testo tratto da Retriever Magazine (feb 2009), per gentile concessione dell’autore


 

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